Norme redazionali

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Norme per la traslitterazione dall'arabo .pdf

Norme di base

Gli articoli previsti avranno massimo 30.000 battute, spazi inclusi, per la sezione “Studi e ricerche”; fino a 15.000 per la sezione “Recensioni”; fino a 55.000 per la presentazione iniziale del personaggio italiano.

Possono essere scritti in italiano, inglese e francese e devono essere inviati all’indirizzo laboratorio.occhiali@gmail.com

I testi vanno inviati in unico file word (.doc e .docx)

Testo giustificato, font Baskerville 12, interlinea singola, rientro prima riga del capoverso di 0,5. Le note in Baskerville 10, giustificate, interlinea singola.

Il titolo del contributo deve essere messo al centro, font Baskerville 14 grassetto, solo l’iniziale in maiuscolo. Il sottotitolo va staccato, centrato sotto il titolo, a seguire dopo il punto.

Dopo il titolo il contributo deve contenere le seguenti indicazioni: nome esteso, cognome, ruolo dell’autore, istituzione di appartenenza, indirizzo di posta elettronica.

A seguire, breve abstract in inglese (max 150 parole) e 3-5 parole chiave in inglese e in italiano.

I titoli dei paragrafi in grassetto, font Baskerville 12. Non sono previsti sotto-paragrafi.

L’articolo va corredato di bibliografia seguita una breve nota biografica dell’autore (max 5 righe).

Norme per l’accettazione del contributo ai fini della pubblicazione

L’articolo va inviato alla redazione rispettando le norme redazionali.

L’articolo deve essere inedito, non sottoposto contemporaneamente a un’altra rivista e il contenuto deve essere conforme alla legislazione vigente in materia di etica della ricerca.

Il contributo, reso anonimo, verrà sottoposto a double-blind peer review. Sarà inviato dalla redazione a due referee della rivista, con competenze adeguate al tema trattato, e secondo criteri di turnazione.

Le considerazioni dei referee saranno comunicate all’autore dalla redazione che procederà, nel caso, alla revisione del testo.

Se i referee valutano l’articolo non degno di correzione già nella prima fase di revisione, il contributo sarà considerato definitivamente non pubblicabile.

Solo dopo l’approvazione definitiva da parte dei referee l’articolo sarà pubblicato.

Norme tipografiche

Le virgolette a sergente («…») sono usate in via prioritaria per le citazioni incluse nel corpo del testo. Subordinati gli apici semplici ( ‘…’ ) all’interno delle virgolette.  Esempio: «… ‘…’ …». Il testo va riportato fedelmente e integralmente. Ogni omissione va indicata con tre puntini di sospensione tra parentesi quadra ( […] ). Anche ogni aggiunta va indicata tra parentesi quadre. Le virgolette ad apice ( “…” ) sono usate per una parola (o due parole) ad indicare che si stanno prendendo i termini in prestito da altri autori, altri testi o altri linguaggi e modi di dire estranei all’autore del corpo del testo. Il corsivo è usato per le parole straniere e naturalmente nei casi richiesti dall’autore. Le citazioni lunghe più di tre righe, vanno riportate in fonte Baskerville 11, non corsivo, e staccate dal testo con un invio, rientri destro e sinistro 1 cm.

Riferimenti bibliografici

I riferimenti bibliografici nel testo saranno indicati tra parentesi con il cognome dell’autore (e l’iniziale del nome solo in caso di omonimia), seguito dalla data dell’edizione consultata e dal numero di pagina (dopo i due punti) nel caso si citino dei passi. In caso di più pagine usare la formula seguente: (135-142).

Esempi: (Ventura, 1998: 315); (Ventura, A., 1936: 58). Nel caso di opere coeve ci si serve delle lettere alfabetiche per distinguerle: (Ventura, 1999a: 46), (Ventura, 1999b: 161).

Se gli autori sono due, appariranno entrambi: (Fedele, Ventura, 2012: 345). Se sono più di due, si possono indicare tutti (quando il numero lo consente) o basta indicare il primo nome seguito da et al.: (Ventura et al., 1988: 184).

Se il cognome dell’autore citato compare nel testo nel riferimento va inserito solo l’anno e l’eventuale numero di pagina. Esempio: Ventura (1997: 34).

Nel caso di più lavori dello stesso autore, si cita il cognome dell’autore seguito dagli anni ordinati cronologicamente. Esempio: (Fedele, 1989, 1993, 1997); (Fedele, 1989: 34, 1991: 65).

Nel caso di più lavori di diversi autori, ogni lavoro è separato da un punto e virgola e gli autori vanno ordinati alfabeticamente (Fedele, 1989; Ventura, 2013).

Nel caso di fonti di seconda mano, la fonte primaria va nel testo, mentre quella secondaria nel riferimento bibliografico. Esempio: come sostiene Alberto Ventura (citato in Fedele, 2010: 54).

I siti web vanno inseriti in nota.

Per le note è consolidato l’uso di rimandi numerici ad apice (1).

Bibliografia

 1. LIBRI

Cognome, Nome. Anno. Titolo. Città: Editore.
Esempio: Ventura, Alberto. 2016. Sapienza Sufi: dottrine e simboli dell’esoterismo islamico. Roma: Edizioni Mediterranee.

In caso di più autori:
Fedele, Valentina. Ventura, Alberto. 2010. La zaqat nell’islam. Tre casi empirici, Editore, Città.

Eventuali altre indicazioni (Vol., Edizioni – Ed., ecc.) vanno segnalate dopo il titolo e l’eventuale sottotitolo.

Per le raccolte:
Ventura, Alberto (a cura di). 2012. L’esoterismo islamico. Adelphi, Milano.

2. SINGOLO SAGGIO ALL’INTERNO DI UNA RACCOLTA

Fedele, Valentina. 2013. “Mascolinità islamica”, in Ventura, Alberto (a cura di). Sociologia dell’Islam, Editore, Città.

3. RIVISTE E PERIODICI

Fedele, Valentina. 2014. Mascolinità islamica, in «Quaderni di sociologia», 32 (2), 71-82.

Il primo numero dopo il nome della rivista indica il volume, il secondo tra parentesi indica l’eventuale fascicolo.

Per ulteriori informazioni riguardo al sistema delle citazioni bibliografiche (Stile Chicago: sistema autore-data), si rimanda al sito https://it.bul.sbu.usi.ch/learning/chicago_date.