Nawal al-Sa’dawi, “Firdaus. Storia di una donna egiziana” (di Sara Mazzei)

LETTURE

9788809023093-uk-300Firdaus, storia di una donna egiziana fu scritto dall’egiziana Nawal al-Sa’dawi nel 1978 in arabo e pubblicato a Beirut. Venne poi tradotto in inglese con il titolo Woman at Point Zero, e da questa versione deriva la traduzione italiana del 1986 edita da Giunti Editore e pubblicata nella collana Astrea.

Il romanzo è riconducibile al genere drammatico e alla letteratura a sfondo sociale. Narra principalmente della condizione della donna egiziana nel periodo in cui il paese era governato da Anwar al-Sadat (1970-1981). Firdaus ne è la protagonista, mentre l’autrice stessa è tra i principali personaggi, dal momento che il romanzo è la storia del loro incontro nelle vesti di psichiatra femminista l’una (l’autrice) e di detenuta condannata a morte l’altra (Firdaus).

Nawal riesce con difficoltà ad incontrare questa detenuta che rifiuta con disprezzo di chiedere la grazia al presidente, negando qualsiasi contatto umano. L’autrice scopre così la parabola di vita che portò Firdaus a trasformarsi da povera bambina di campagna a prostituta di successo al Cairo, parabola costellata di uomini verso cui Firdaus sviluppa un profondo odio, fino a quando giunge ad assassinare il suo ultimo carnefice.

Il libro è una dichiarazione di innocenza della donna, una accorata difesa post-mortem di una donna condannata come assassina ma che in realtà era vittima delle contraddizioni della società egiziana del tempo e della doppia morale che vigeva nel paese. Rappresenta in modo esemplare come pesasse particolarmente sulle spalle delle donne l’ideologia di quel tempo che poneva la morale islamica come base della società, ma che allo stesso tempo tendeva all’occidentalizzazione dei costumi e dell’economia, con una politica di liberalizzazione spietata che mirava a distruggere lo stato socialista nasseriano.

Firdaus è dunque esempio e simbolo di come le donne fossero vittime insieme della morale islamica che le recludeva ai margini della vita sociale, da una parte, e del sistema di libero mercato che le mercificava in nome della crescita dell’economia nazionale, dall’altra.

Il libro destò enorme scalpore in Egitto, motivo per il quale fu censurato.

Sara Mazzei


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